I primi imprenditori italiani sono venuti in Albania quando gli albanesi andavano in Italia e nel resto del mondo in cerca di una vita migliore dopo 47 anni di terribile dittatura e povertà.
Dopo i tumultuosi anni Novanta segnati anche forti tensioni sociali, l’Albania è diventata una delle mete preferite delle aziende italiane che volevano spostarsi all’estero e nel 2015 l’organizzazione degli imprenditori italiani, Confidustria, ha creato a Tirana il suo ramo albanese. che in poco tempo è divenuto uno dei più dinamici attori di tutta l’area dei Balcani occidentali.
Il presidente di Confidustria Albania, Davide Rogai,in occasione dell’annuale assemblea dell’organizzazione, ha celebrato il primo decennale dell’associazione con una cerimonia tutta proiettata verso il futuro.

Rogai ha ringraziato il suo predecessore Sergio Fontana, di recente insignito dal Presidente Mattarella dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica. Rogai ha ricordato l’importanza del lavoro svolto da Fontana che per 8 anni ha guidato l’associazione che oggi è più solida, ben organizzata e si è conquistata credibilità, ottima reputazione e un ruolo fondamentale di interlocutrice con le istituzioni pubbliche albanesi.

Gli imprenditori italiani in Albania oggi sono ben organizzati, riescono a fare più gioco di squadra anche nell’ottica della svolta impressa dal vertice intergovernativo di Novembre 2025 tra Roma e Tirana. Su questo punto si è soffermato l’Ambasciatore Marco Alberti che ha dato un forte impulso alla creazione di una strategia di medio lungo termine tra i due Governi.
L’attenzione con cui le istituzioni albanesi guardano agli imprenditori italiani è stata testimoniata dagli interventi della Vice Primo Ministro Albana Koçiu e dalla Presidente della Commissione Parlamentare per l’Economia e le Finanze Milva Ekonomi.
La celebrazione del decennale di Confindustria Albania si è conclusa con un tributo ai soci fondatori dell’organizzazione che si impegnarono per costruire una realtà associativa senza la quale la presenza imprenditoriale italiana in Albania non avrebbe avuto il successo che le viene riconosciuto.

