EURO.AUMENTANO I PAESI CHE LO ADOTTANO.UNO SCHIAFFO A SOVRANISTI,POPULISTI E DEMAGOGHI

EURO.AUMENTANO I PAESI CHE LO ADOTTANO.UNO SCHIAFFO A SOVRANISTI,POPULISTI E DEMAGOGHI

Quando fu introdotto tra il 1999 e il 2002 aderirono alla moneta unica 11 dei 15 Stati che facevano parte dell’Unione europea. Lo fece anche l’Italia, sbagliando alcune modalità sia nel calcolo della parità con la Lira sia nelle procedure di sostituzione della vecchia moneta italiana. Dopo quasi 25 anni i Paesi che adottano l’Euro sono 21 su 27.Se fosse quel demonio che i sovranisti e i populisti descrivono a cuore leggero(e a mente vuota) perché mai invece di diminuire aumentano gli Stati che vogliono la moneta unica europea? Saranno mica tutti matti o scemi?

La verità è che dietro la domanda di Euro c’è la consapevolezza che le monete nazionali danno meno certezze, meno stabilità e alla fine aumentano i rischi finanziari. E questo dovrebbe far riflettere anche sulla necessità che i Paesi che condividono la moneta debbano condividere anche altri aspetti essenziali come la politica fiscale, quella della difesa e la politica estera. I nostri tempi vanno nella direzione del superamento degli egoismi e dei ristretti orizzonti nazionali in vista di un rafforzamento collettivo di Stati e popoli che sanno di avere un destino comune. Insomma. l’espansione dell’area euro dovrà comportare anche la maggiore unificazione europea verso l’obiettivo degli Stati Uniti d’Europa.E non si venga a dire ,come si fa per la NATO, che l’espansione è una forma di conquista. Conquista di cosa e da parte di chi?

La NATO non ha conquistato nessuno Stato, non ha violato nessuna sovranità nazionale non ha “invaso” nessun Paese: ha solo ampliato la sicurezza comune senza minacciare nessuno ma offrendo un ombrello protettivo che le singole difese nazionali non sarebbero in grado di sostenere. Così l’Euro è oggi la dimostrazione che i popoli e gli Stati europei sono più forti se sono uniti, se accettano di rinunciare a spezzoni della loro sovranità per essere singolarmente e collettivamente più forti e solidi e meno esposti alle tempeste.

Purtroppo i vertici dell’Unione europea e i capi di Stato e di Governo, che hanno l’ultima parola, non riescono a compiere un salto di’ qualità e invece di fare passi avanti vero gli Stati Uniti d’Europa si affannano a fare comizi per solleticare gli istinti nazionali, spesso nazionalisti, pensando così di conquistare consensi e ignorando che in questo modo fanno un danno ai loro popoli che proclamano di voler difendere. Orban e i suoi simili sono gli assassini dell’idea su cui è nata l’Europa voluta da De Gasperi, Adenauer e Schumann.

Ci vorrebbe un sussulto di lungimiranza, una visione di lungo periodo per far capire ai popoli ciò che è evidente: di fronte all’emergere di colossi mondiali come la Cina , di fronte all’autolesionista chiusura su se stessa dell’America di Trump, nessun Paese europeo da solo potrà essere protagonista dei futuri equilibri mondiali, economici, politici e strategici.Per questo, l’uomo giusto che dovrebbe avere le redini della Commissione europea non è certo la mediocre Ursula von der Leyen.

Meglio sarebbe per tutti se al suo posto ci fosse Mario Draghi;:l’uomo che ha salvato l’Euro -nonostante le resistenze e le miopie della Germania e della Francia- è l’unico che potrebbe salvare l’Europa dal declino e rilanciarla come potenza economica, sociale e politica in  un mondo che inesorabilmente sta scivolando verso l’egemonia della Cina, che ha già ridotto la Russia ad una sua colonia.

*La foto è tratta dal sito Facebook di Renew Europe

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