Una vicenda ha per così dire appassionato in maniera sproporzionata la stampa italiana dall’inizio di aprile. Durante un’intervista ad una emittente radiofonica vicina alla destra politica, la giornalista e attivista dei diritti umani Claudia Conte ha confermato di avere una relazione con il Ministro dell’Interno Piantedosi. La voce girava da tempo nei pettegolezzi romani e Claudia Conte ha voluto metterci un punto fermo.
La vicenda poteva finire qui, come un fatto privato tra una giornalista molto conosciuta e presente in tv e sui social e un personaggio pubblico come il Ministro Piantedosi, che gode di rispetto e stima. Ma nel 2024 c’era stata una ben altra e tempestosa telenovela ,la relazione tra l’allora Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano -poi costretto alle dimissioni-e l’imprenditrice Maria Rosaria Boccia, con risvolti giudiziari E alcuni giornali hanno cercato di trovare analogie. Ma tra le due vicende, Conte-Piantedosi e Boccia-Sangiuliano non c’è alcuna analogia nè per come sono andati i fatti nè per come si sono comportati i protagonisti.
Claudia Conte si è limitata a confermare l’esistenza della relazione col Ministro e poi si è chiusa in un riserbo assoluto. Da parte sua il Ministro non ha fatto alcun commento sulle affermazioni di Claudia Conte ma, dopo accertamenti dei suoi uffici, ha dimostrato che non c’era stato alcun favoritismo da parte dell’amministrazione da lui diretta nei confronti della giornalista.
Intanto però sui giornali sono dilagate ricostruzioni fantasiose, c’è stato un accanimento per cercare di dimostrare che la carriera di Claudia Conte fosse riconducibile alla sua vita privata e non alla sua preparazione professionale e alla sua attività che l’ha vista impegnata in primo piano su molte battaglie civili e in difesa dei diritti umani .
E’ purtroppo una pessima abitudine della stampa italiana quella di inveire su persone che hanno una certa notorietà gettando ombre sulla lora rispettabilità e sui loro successi professionali. Le inchieste giornalistiche serie sono basate su documenti e fatti accertati e non su “si dice” o su ipotesi e su narrazioni confuse Alcuni giornalisti confondono il loro ruolo con quello dei pubblici ministeri.
C’è una differenza sostanziale. I PM nelle indagini preliminari lanciano accuse agli indagati e cercano prove su cui i giudici si pronunceranno nel processo. Per la verità i pubblici minitseri dovrebbero cercare anche prove a favore degli indagati…Ma comunque. I giornalisti nelle loro inchieste non devono lanciare accuse o formulare ipotesi investigative: devono esibire fatti, ricostruire vicende con documenti inoppugnabili senza fughe in avanti e senza gettare discredito sulle persone.
Per tutelare i diritti di Claudia Conte, il suo legale avv.Domenico Forgione ha diffuso il testo che pubblichiamo integralmente.Eccolo:
“La dott.ssa Claudia Conte, mia assistita, in questi ultimi giorni, nonostante il linciaggio mediatico subito, non è mai voluta intervenire per non alimentare il gossip sulla sua persona. E tuttavia proseguono insolenze e attacchi inaccettabili, oltre a varie offerte di spazi di visibilità che non le interessano in alcun modo.
Rispetto a tutto questo, la mia assistita chiede il rispetto della sua privacy e della sua persona. Non intende rilasciare né oggi né in futuro dichiarazioni o interviste sulla sua vita privata. Tantomeno ha intenzione di scriverne un libroscandalistico con improbabili rivelazioni choc su chicchessia, come pure sostiene in maniera del tutto infondata qualche organo di informazione che per questo sarà chiamato a risponderne in tribunale.
Claudia Conte rispetta le persone e chiede rispetto, un suo diritto che chiedo formalmente di osservare.
A sua tutela sto intraprendendo le necessarie azioni legali, in corso di deposito, che saranno portate avanti nei confronti di chi – sui mass media e sui social media – ha sostenuto fatti diffamatori, come ad esempio riguardo all’assenza di titoli di studio appropriati o che abbia ricevuto incarichi per intervento illecito di esponenti di governo o peggio ancora cheabbia mai avuto intenzioni ricattatorie verso chicchessia. Hanno vivisezionato la sua carriera e non è emerso un solo incarico, ancorché gratuito, riconducibile a illecite sollecitazioni o a favoritismi da parte di chicchessia, men che meno da parte di esponenti di governo. Più scandagliano e più trovano lavori risalenti nel tempo con committenti diversi tra loro, il più delle volte riferibili a diversi ambiti politici ed istituzionali. Senza contare che, in tutti i casi emersi, chi le hadato gli incarichi ha spiegato di averla scelta autonomamente per i suoi meriti e senza condizionamenti di sorta
La sua carriera si è dunque sviluppata del tutto autonomamente.
Quanto al tema ricatti, la mia assistita non ha né l’indole né l’intenzione né tantomeno ha elementi o informazioni per condizionare qualcuno al fine di ottenere un tornaconto di qualsivoglia natura. Né ha senso alimentare l’attesa di chissà quali rivelazioni che non ci saranno mai, per il semplice motivo che non c’è nulla da rivelare. Chi insiste nell’affermare il contrario verrà chiamato a risponderne. L’unica cosa che chiede è, come detto, quella di essere lasciata in pace per poter vivere e lavorare con tranquillità, come merita e come ha diritto.
Così come sono del tutto inaccettabili le allusioni a una vicinanza di Claudia Conte ad ambienti della criminalità, fatto destituito di qualsiasi fondamento fattuale che oltretutto offende il suo impegno personale da sempre finalizzato alla difesa della legalità.
Anche la tesi dell’adesione di Claudia Conte a un fantomatico complotto politico contro il governo è completamenteinfondata, talmente ridicola che non si può nemmeno commentare. I diffamatori si rassegnino al fatto che ci sono zerorivelazioni choc, zero illegalità, zero complotti e zero ricatti da utilizzare per poter portare ancora avanti questacampagna di stampa denigratoria, infondata e strumentale su un tema che peraltro non dovrebbe suscitare alcun reale interesse pubblico.
Chiaramente tutti quelli che hanno sostenuto o anche fatto allusioni diffamatorie su questi aspetti ne risponderanno nelle sedi appropriate.
Riguardo l’ultimo paradossale gossip, cavalcato con “interpellanze urgenti” anche da esponenti politici, la mia assistitanon ha mai dichiarato in nessuna sede istituzionale di aver conseguito la laurea presso l’Università Luiss Guido Carli, dove tuttavia si è immatricolata ed ha sostenuto diversi esami di profitto, prima di effettuare la rinuncia agli studi e completare positivamente il proprio percorso universitario presso altro ateneo, conseguendo il titolo di laurea magistrale a ciclo unico in giurisprudenza.
Il diritto di cronaca non può e non deve diventare dileggio, come peraltro prevede il codice deontologico dell’ordine dei giornalisti.
Il tentato accostamento con precedenti casi è del tutto infondato, non essendoci alcuna analogia sul piano dei fatti, delle dinamiche, dei comportamenti personali e della postura mediatica. La compostezza e il silenzio della mia cliente sulla propria vita privata – ora e per il futuro – ne sono la riprova”.

