Kruder & Dorfmeister e Ryoji Ikeda, star della musica mondiale, all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, chiudono la 40ª edizione del festival, che porta a Roma i maggiori artisti del panorama internazionale. Per il teatro appuntamenti speciali fino al 23 novembre
Di Rosalba Panzieri
Roma si prepara a vivere un epilogo memorabile per Romaeuropa Festival, giunto alla sua quarantesima edizione sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Il sipario si chiude il sipario il 16 novembre con una serata che intreccia storia e avanguardia della musica elettronica.
Una chiusura che offre spettacoli per tutti
La giornata si apre alle 17.00 in Sala Petrassi con la prima nazionale di My Fierce Ignorant Step del coreografo greco Christos Papadopoulos, un dialogo tra corpo e tecnologia che suggella il sodalizio con il Festival.
Sul palco dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, il leggendario duo austriaco Kruder&Dorfmeistertorna a Roma con The K&D Sessions Live, un viaggio sonoro che celebra i trent’anni di carriera e l’eredità di un album culto capace di ridefinire il concetto di remix e compilazione. Con oltre un milione di copie vendute, The K&D Sessions ha segnato gli anni ’90 e continua a ispirare nuove generazioni di artisti.
Altra star di questa chiusura sarà il compositore e artista visivo giapponese Ryoji Ikeda, maestro delle connessioni tra suono e percezione, che propone due performance radicali e immersive. Alle 18.00, al Teatro Studio Borgna, Ikeda presenta Music for Strings insieme all’Ensemble Modern, trasformando gli archi in vibrazioni pure e pulsazioni ritmiche. Alle 20.00, in Sala Sinopoli, porta in scena Ultratronics, un paesaggio elettronico ipnotico dove glitch e visual dinamici avvolgono lo spettatore in un’esperienza sensoriale totale.
Atomica di Muta Imago in scena fino al 23 novembre

Il successo creativo delle coproduzioni del Romaeuropa Festival si conferma nella sua quarantesima edizione, riaffermando il ruolo del Festival come laboratorio di innovazione e dialogo tra istituzioni. La collaborazione con la Fondazione Teatro di Roma si rinnova al Teatro India, dove il passaggio di testimone tra le due realtà accoglie Atomica, la nuova creazione di Muta Imago. Presentata in prima italiana il 13 e 14 novembre, nell’ambito della settimana conclusiva del Festival, l’opera prosegue fino al 23 novembre all’interno della stagione del Teatro di Roma. Con la regia di Claudia Sorace e la drammaturgia sonora di Riccardo Fazi, il duo continua la propria indagine su memoria, tempo e identità, trasformando in materia scenica il carteggio tra Günther Anders e Claude Eatherly. Il loro dialogo epistolare nato dal trauma di Hiroshima, diventa riflessione sull’etica, la responsabilità e la possibilità di redenzione.
Coproduzioni per una diffusione mondiale del teatro
Quella della coproduzione è una delle vocazioni fondanti del Romaeuropa Festival, che riesce così a servire le migliori creazioni drammaturgiche internazionali e sostenere la contaminazione culturale e artistica oltre confine. Ne è un fulgido esempio Valentina, spettacolo della regista francese Caroline Guiela Nguyen, direttrice del Théâtre National de Strasbourg, portato in prima nazionale al Teatro Argentina. Lo spettacolo è stato corealizzato in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e la Fondazione Teatro di Roma – Teatro Nazionale . Costruito come una fiaba contemporanea, lo spettacolo ruota attorno a una lettera medica che una giovane deve tradurre per la madre rumena, rivelando una verità dolorosa. Al centro della narrazione c’è il rapporto tra verità e menzogna, esplorato attraverso il tema della traduzione come strumento fragile ma potente, capace di mettere in luce identità sospese tra lingue, culture e istituzioni. La prima nazionale nell’ambito del Romaeuropa Festival, si è affermata come splendido esempio di teatro moderno, grazie alla continuo intervento in scena di una telecamera in presa diretta, che trasformava lo spettacolo in film.

Un’utopia che diventa realtà
Dal 4 settembre al 16 novembre, il Romaeuropa Festival ha proposto 110 appuntamenti e ospitato oltre 700 artisti da tutto il mondo, riaffermando la sua vocazione: trasformare la città attraverso la cultura, come un’utopia viva dal 1986. La città si è trasformata in un crocevia di danza, musica, teatro, arti digitali e creazioni per l’infanzia, affermando il Festival, fondato nel 1986 da Monique Veaute e oggi guidato da Fabrizio Grifasi, come un laboratorio vivo di dialogo e incontro culturale. “Romaeuropa – commenta il Presidente della Fondazione Romaeuropa Guido Fabiani – continua a essere uno spazio di incontri e scoperte, dove artisti e pubblico si confrontano con linguaggi diversi e dove dialogano più generazioni artistiche. Ringraziamo il Ministero della Cultura, la Regione Lazio e Roma Capitale che anche quest’anno hanno reso possibile questo percorso insieme alle Ambasciate e agli Istituti di Cultura che partecipano al Festival e ne rappresentano appieno lo spirito internazionale”.

