Buongiorno direttore. Lei è un musicista, compositore e, da quasi un anno, manager della più importante istituzione musicale dell’Albania. Nel suo percorso formativo e professionale c’è anche un po’ di Italia?
Sì, sono compositore, docente di composizione all’ Università delle belle arti di Tirana. La mia formazione parte un’età molto piccola: ho studiato pianoforte all’età di 9 anni.
Sono stato impegnato anche come cantante nei festival dei ragazzi. Tra i 16 e i 18 anni sono stato compositore per i festival dei ragazzi,. Sono stato anche flautista, dopo aver conseguito il diploma di flauto al liceo musicale di Valona. Poi mi sono trasferito in Italia dove ho studiato per 10 anni composizione al Conservatorio di Udine, con percorsi diversi un anno di studio a Salisburgo, un anno di specializzazione al conservatorio Royal di Bruxelles dove ho insegnato le materie teoriche di armonia e analisi musicale. Poi sono rientrato. in Albania . Ora sono sovrintendente del Teatro nazionale dell’Opera e del Balletto della capitale.

Prima la musica attiva e ora la gestione della complessa macchina di un teatro musicale. Come ha vissuto questo passaggio?
Non è stato un passaggio drastico.
Ho lavorato per diversi anni nell’ambito delle politiche culturali, nel comune di Valona, come consigliere. Dopo un anno di specializzazione, tramite un concorso, sono stato scelto per un anno tra i 9 componenti di una fondazione di giovani professionisti che vengono ingaggiati dalle istituzioni nazionali dei ministeri per dare il loro contributo come consiglieri tecnici. Nel mio ambito si trattava del Ministero della Cultura. La mia formazione manageriale si è sviluppata attraverso, masterclass, corsi di specializzazione e di perfezionamento con personalità molto importanti albanesi e straniere. Ho partecipato anche ad un corso di perfezionamento a Bruxelles con i Direttori generali del Parlamento Europeo e poi all’Università di Harvard dove per 10 giorni ho seguito un corso intensivo sulla leadership.
E’ opinione comune che il Teatro dell’Opera sotto la sua guida stia avendo un forte rilancio….
Questo non lo so. Sicuramente mi sono state utili le esperienze precedenti che ho avuto da quando sono rientrato in Albania. Sono stato direttore artistico, anche con delle iniziative molto personali, in collaborazione con associazioni e comunità di persone sul territorio, in vari ambiti come l’architettura, la storia, l’identità attraverso festival e concerti legati alla natura, alla protezione dell’ambiente. Si è trattato di un lavoro veramente intenso.
Questo nuovo incarico è una sfida importante non solo a livello nazionale ma anche europeo.Tutti insieme qui lavoriamo con grande impegno. Questo primo anno è stato veramente molto positivo per la qualità delle produzioni, per l’importanza degli ospiti che abbiamo avuto ma anche per le scelte artistiche che abbiamo deciso di proporre al nostro pubblico che è sempre stato attento e ha partecipato con entusiasmo riempiendo il Teatro in tutti gli spettacoli di questo anno.
Il Teatro dell’Opera di Tirana ha una struttura stabile o si avvale di collaborazioni esterne?
Praticamente abbiamo tutte le troupe e lo staff che lavorano all’interno della nostra struttura e sono parte integrante del Teatro. Abbiamo un ensemble stabile di cantanti, con l’orchestra, il corpo di ballo, tutti retribuiti per svolgere le attività culturali. Poi ci fa sempre molto piacere avere degli ospiti internazionali prestigiosi che si amalgamano con i nostri artisti e ci aiutano a migliorare la qualità. Il nostro Teatro si regge con fondi nostri con il sostegno del Ministero del Turismo, della Cultura, dello Sport.
Ci sono finanziatori privati ?
Farebbe molto piacere averli sia a noi che al nostro pubblico. Ma finora c’è stato ben poco. Non perchè non ci sia sensibilità da parte di imprenditori e manager di aziende private verso l’arte e la cultura.
Ma forse ancora non è ben chiaro a queste aziende quanto sia importante in termini di comunicazione e di ritorno di immagine sponsorizzare istituzioni ed eventi culturali. Occorre sviluppare una diversa metodologia per avvicinare questi ambienti .
Stiamo lavorando con il ministero per far sì che la questione dei donatori e degli sponsor venga apprezzata nel modo giusto, anche dal punto di vista legale e fiscale.
Com’è la collaborazione con l’Italia?
Sempre molto buona. Non solo perchè siamo vicini geograficamente all’Italia e perchè l’opera è per definizione italiana, parla italiano e qui la lingua italiana è molto amata e diffusa. C’è uno spirito comune di collaborazione molto positivo
C’è qualche partnership in particolare?
Abbiamo iniziato a creare un rapporto con il teatro di Cremona con la realizzazione del Trovatore con la regia di Roberto Catalano, che è un regista molto apprezzato e conosciuto. Stiamo lavorando ad un altro progetto con un cast misto, italiano e albanese e una regia nuova per uno spettacolo che dovrebbe essere pronto per il nuovo anno.
In Albania com’è considerata l’Opera lirica? La gente si appassiona a questo genere musicale?
I segnali sono molto positivi. C’è un interesse sempre più forte verso l’Opera. Parlo delle ultime che abbiamo messo in scena: l’ Aida, la Traviata, con Hugo Deana, che abbiamo realizzato a settembre scorso, il Trovatore, con una regia molto originale. Questi spettacoli sono stati accolti con entusiasmo dal pubblico e hanno avuto un successo e una eco anche al di fuori delle mura di questo teatro. Ultimamente abbiamo messo in scena l’Elisir d’amore, in una versione molto originale; è una produzione nostra che rimarrà al Teatro di Tirana.
Questo è uno dei punti cruciali del mia politica teatrale: avere una o più produzioni nostre.
Le nuove generazioni in Albania si appassionano all’opera lirica?
Questa è stata una scoperta veramente interessante. Il pubblico dell’Opera di Tirana è uno di pubblici più giovani per queste genere musicale rispetto alla media eruropea. In occasione dell’ultima rappresentazione dell’Elisir d’amore abbiamo realizzato un test e abbiamo visto che la maggior parte del pubblico aveva meno di 40 anni.Molti di loro assistevano per la prima volta ad un’opera e questo lascia ben sperare che torneranno anche nei prossimi spettacoli.
Per coinvolgere i cittadini che non vivono a Tirana si potrebbero trasmettere in diretta gli spettacoli anche in altre città albanesi?
Nel mio piano per i 4 anni della mia gestione del Teatro c’è anche questa idea: trasmettere nei teatri delle piccole città dell’Albania concerti e spettacoli, tramite un proiettore o un ledwall .
Tra l’altro l’Elisir d’amore che abbiamo prodotto con una scenografia molto bella che combina la costiera amalfitana e la costa albanese, con il personaggio di Dulcamara che arriva in barca, come un viaggio tra i due Paesi, si potrebbe metterlo in scena anche in una città turistica dell’Albania all’aperto nel periodo estivo. Potrebbe diventare un appuntamento fisso: ogni anno un’opera all’aperto in un luogo turistico.

C’è anche una stagione sinfonica del Teatro di Tirana?
Sì. Abbiamo realizzato veramente tanti concerti per un’orchestra che si dovrebbe occupare principalmente di opera. Abbiamo iniziato l’anno scorso, con il 3º concerto per pianoforte e orchestra di Rachmaninoff, tutto sold-out. Il pianista Giovanni Bertolazzi ha avuto grande successo e poi è tornato ad esibirsi con la nostra orchestra con musiche di Tchaikovsky a Giugno in occasione della festa della Repubblica Italiana.
Abbiamo eseguito la nona sinfonia di Dvorak “Dal nuovo mondo”, la sinfonia numero 5 di Tchaikovsky, l’ “Uccello di fuoco” di Strawinskijin cui si è esibito il violinista Giuseppe Gibboni, che ha vinto il concorso Paganini. Ultimamente abbiamo fatto con l’inizio dell’anno il concerto “Petite messe solennelle” di Rossini, con 4 solisti, la nostra orchestra e il coro della filarmonica del Kosovo
Il teatro dell’Opera di Tirana e la sua orchestra potrebbero diventare il principale punto di riferimento di questo tipo di cultura dell’area dei Balcani occidentali?
Sì, è un obiettivo che possiamo perseguire. Io sono già in contatto con la Bulgaria, la Croazia e la Grecia.
Sarà possibile prenotare i biglietti online?
Anche questo rientra nel mio piano di azione. Ci sto già lavorando con un progetto ben definito, per la parte che mi riguarda. Poi ci sono alcune questioni burocratiche che non dipendono dal Teatro. Speriamo che presto tutto si risolva così potremo attivare anche gli abbonamenti
Insomma tante belle idee e progetti da realizzare…
Sì, sembrano veramente tanti. Però se ritorno indietro, in soli 11 mesi, da quando sono in questo ruolo, mi rendo conto che abbiamo piano piano realizzato cose che sembravano piene di difficoltà insormontabili. Andremo avanti.

