1600 Beagle in pericolo nei laboratori.Petizione per salvarli

1600 Beagle in pericolo nei laboratori.Petizione per salvarli

Mentre si attende la sentenza del Tar del Lazio circa le autorizzazioni contestate dalla Lav, il comitato di cittadini Mases raccoglie firme contro la sperimentazione della multinazionale e il riconoscimento del grave stato di sofferenza degli animali. Il 16 settembre è prevista udienza per la denuncia di maltrattamento animale contro Aptuit

Di Rosalba Panzieri

Nel cuore di Verona, nei laboratori della multinazionale Aptuit, migliaia di beagle sono stati e saranno  sottoposti a sperimentazioni e che sollevano gravi dubbi etici e legali. Ma la mobilitazione è partita: associazioni, cittadini e attivisti stanno alzando la voce per chiedere giustizia e porre fine a pratiche che ledono la dignità e la vita degli animali.

Le accuse: sofferenze ingiustificate e violazioni normative

La LAV (Lega Anti Vivisezione) ha impugnato nel 2021 le tre autorizzazioni ministeriali con cui Aptuit ha condotto studi di tossicologia e farmacocinetica, segnalando gravi criticità, dal riutilizzo di animali già sottoposti a sofferenze, in violazione del principio di non reiterazione alla classificazione arbitraria della sofferenza come “moderata”, nonostante l’incertezza sugli effetti delle molecole testate. La battaglia legale della Lav è iniziata nel 2021  e ha portato alla revoca di due delle tre autorizzazioni concesse alla multinazionale. La Aptuit-secondo Valeria Albanese responsabile ricerca senza animali di Lav -” ha chiesto il rinnovo di autorizzazioni con finalità diverse da quelle originarie, senza nuova valutazione” . L’associazione, che ha preso parte in udienza presso il Tar del Lazio il 10 giugno scorso, ha contestato la “legittimità delle autorizzazioni che prevedevano l’utilizzo di migliaia di cani beagle per sperimentazioni estremamente invasive da parte della multinazionale veronese di ricerca farmaceutica Aptuit”. Valeria Albanese sottolinea non solo la crudeltà delle richieste avanzate, incluso l’isolamento dei cani fino a 15 giorni, quando la normativa consente al massimo 4 ore, ma ricorda che “queste pratiche non solo violano il decreto legislativo 26/2014, ma ignorano il principio fondamentale secondo cui l’uso di cani nella sperimentazione è consentito solo in casi eccezionali e rigorosamente motivati”. E’ importante sottolineare che in caso di sofferenza definita “moderata” l’animale può essere reimpiegato diverse volte in sperimentazioni, creando una catena di sofferenza senza soluzione.

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Ricerca regolamentata vs traslazionale: una distinzione che può costare la vita

Uno dei punti più controversi della battaglia legale riguarda il passaggio da autorizzazioni regolamentate a traslazionali, senza una nuova valutazione. Le autorizzazioni regolamentate, che pertengono l’immissione in commercio di farmaci, rispondono a direttive UE e GLP (Good Laboratory Practice) e prevedono controlli rigorosi. Le autorizzazioni per ricerca traslazionale, riguardano la ricerca preclinica, lo studio di meccanismi biologici  e rispondono a normativa meno stringente. Il cambio di finalità può comportare un uso meno controllato degli animali e una classificazione della sofferenza meno rigorosa, con implicazioni etiche e legali molto serie, che di fatto determinano un destino infausto per gli animali stessi.

La scienza chiede il superamento della sperimentazione animale

Quella di cittadini e associazioni non è solo una battaglia etica: è la scienza stessa a chiedere un cambiamento di rotta . La Commissione Europea e l’Efpia, federazione europea delle industrie farmaceutiche, hanno sviluppato una tabella di marcia per la transizione verso una ricerca animal-free, basata su metodi innovativi, più predittivi e meno invasivi. Questo perché “la salute umana può e deve progredire senza infliggere sofferenze inutili – come ricorda Albanese – e  il superamento degli animali utilizzati nella sperimentazione non è una questione esclusivamente etica ma anche scientifica”. Sintomo chiaro che è la scienza innovativa  a pretendere questa transizione, non solo gli animalisti che in egual misura non vogliono più vedere queste atrocità a carico di esseri senzienti.

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Una raccolta firme per salvare i beagle

Per contrastare il sacrificio degli animali e mostrare l’orientamento dei cittadini verso una scienza senza crudeltà, Nicole Moscariello, responsabile del MASES, Movimento Anti Sperimentazione Esseri Senzienti, ha lanciato una raccolta firme. Occorre ricordare che dal 1° luglio è in vigore la legge Brambilla, che riconosce ufficialmente gli animali come esseri senzienti. Questo cambiamento epocale impone una revisione profonda del modo in cui vengono trattati, anche nei laboratori. “La raccolta firme per la salvezza di questi animali – spiega Nicole Moscariello –  è lo strumento concreto con cui, tutti insieme, possiamo far sentire la nostra voce. I cittadini possono e devono avere la possibilità di partecipare alle decisioni su questioni di importanza capitale come queste”. Questa nuova consapevolezza riguardo la natura senziente degli animali, apre strade che fino a ieri sembravano chiuse e dà voce, dignità e possibilità a chi per troppo tempo è stato trattato come un oggetto. “Come si può ancora accettare di infliggere agli animali dolore e stabilire quanto ne potranno o meno sopportare?” – continua Moscariello – “MASES nasce proprio per dare voce ai cittadini attraverso azioni collettive e raccolte firme contro norme che non rappresentano il sentire popolare e non garantiscono neppure la salute umana”. In attesa della decisone del TAR, si può firmare per la salvezza degli animali al link:

https://www.change.org/p/salviamo-1600-beagle-dalla-sperimentazione

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