Uno dei punti di forza dell’Albania per attrarre aziende e investimenti è il suo sistema fiscale che offre un trattamento nettamente più favorevole rispetto a quello di altri Paesi sia dell’Unione europea sia aspiranti membri dell’Europa.
La normativa fiscale è più semplice, meno farraginosa e con aliquote molto competitive.
Il Primo Ministro Edi Rama vuole aggiungere un importante importante pilastro all’architettura fiscale albanese. nel nuovo progetto di Bilancio, Rama lancia il progetto della “pace fiscale”.
Non è né un condono all’italiana, né un tentativo di abbassare le tasse per i ricchi, modello Trump.
Si tratta ,invece, di una impostazione di buon senso per rendere le relazioni tra fisco e imprese più trasparenti, lineari, meno conflittuali con beneficio sia per le casse dello stato che per i bilanci delle imprese.
La pace fiscale prevede accordi diretti tra l’amministrazione delle finanze e le aziende in cui vengono definiti sia la crescita del fatturato che l’imposta sugli utili. Definita questa intesa non c’è bisogno che il fisco effettui controlli, aprendo complicati contenziosi con lungaggini burocratiche.
Il vantaggio è duplice.
Lo Stato sa in partenza quanto incasserà dalle aziende e può meglio definire i vari capitoli del suo Bilancio con le relative spese.
Le aziende sanno quanto devono pagare e possono gestire i loro flussi di cassa tenendo conto degli impegni fiscali contratti col Governo, avendo così maggiore tranquillità nelle politiche di investimento e certezze nella definizione dei piani pluriennali di sviluppo.
I dettagli di questo provvedimento ancora non si conosconmo0 ma l’impressione è che si tratti di un’iniziativa che dovrebbe trovare un ampio consenso.

