SALIS vs MELONI( E SCHLEIN)  DUE STILI OPPOSTI

SALIS vs MELONI( E SCHLEIN)  DUE STILI OPPOSTI

Meloni evita il confronto diretto con Schlein.E sbaglia due volte.

Perchè dimostra di averne paura e perchè  non approfitta del vantaggio oggettivo di cui dispone: lo stile rutilante della leader Pd, che  è molto simile  al suo, Meloni lo pratica  da almeno 20 anni e lo sa adattare alle circostanze, mentre Schlein è  solo  da  3 anni che lo sperimenta costretta a inseguire le modalità della Presidente del Consiglio

Silvia Salis, sindaca di Genova, invece, nelle varie interviste che rilascia, ha uno stile totalmente opposto a quello di Meloni ( e anche di Schlein).Quando risponde alle domande  non è un fiume in piena, o peggio un torrente rovinoso e rumoroso come le altre due, ma è pacata nel tono della voce, misurata nelle  espressioni verbali, evita aggettivi debordanti e roboanti ma è solida negli argomenti;  rassicura con  un’espressione facciale che  non trasmette  arroganza, incertezza, aggressività ma neanche freddezza e distacco.

Mentre le altre due sono brave  a costruire frasi polemiche il cui effetto pirotecnico dura solo qualche secondo, strappa un applauso, ma non induce a pensare, Salis punta a lasciare una traccia non effimera di quel che dice, facendosi ascoltare, invitando a riflettere su i suyoi argomenti e  rifuggendo dalle  messe in scena  della politica urlata e circense.

Si potrebbe dire, per restare nella metafora dello spettacolo. che mentre Meloni e Schlein fanno televisione deteriore , Salis fa teatro di gran classe.

Se Salis -come spero- dovesse essere scelta per guidare la coalizione di centro sinistra nelle prossime elezioni politiche, credo che sarà Meloni a dover cambiare registro , a dismettere l’armamentario  a lei congeniale dell’arrabbiata( dopo 5 anni di Governo con chi si potrebbe arrabbiare se non con se stessa?) e a doversi confrontare con lo stile di Salis più concreto, stringente e che non dà spazio a fughe dalla realtà o scappatoie a colpi di battutacce peer evitare i problemi reali.

Sarebbe un bene per la democrazia: perchè si comincerebbe ad abbassare il volume, si smetterebbe di cercare il consenso con dibattiti sul nulla turlupinando i cittadini -che  poi  non vanno a votare anche perchè sono stufi di quello che Berlusconi chiamava -generosamente -il teatrino della politica e che è in realtà una sorta di trash  della peggiore tivù. 

Insomma, lo stile Salis  potrebbe aiutare la politica a ritrovare credibilità, a prescindere dagli orientamenti di destra e sinistra.La credibilità che deriva dall’attenzione ai problemi  e alla forza degli argomenti e non dalla distrazione  provocata dall’avanspettacolo dell’attuale politica, dal vacuo rumoreggiare di frasi schioppettanti  che finora hanno fatto la fortuna soprattutto dei conduttori di  talk-show  promotori interessati di una  pseudo democrazia dei fuochi fatui,   dell’intolleranza eretta  a sistema in  un nuovo hobbesiano clima politico da  “homo homini lupus” in cui il “bello” consiste nel vedere i rappresentanti del popolo che si azzannano come gladiatori inferociti senza spiegare nulla ai cittadini chiamati solo a usare il pollice verso  nei confronti del presunto soccombente.

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