AUTOGOL,CONTRADDIZIONI DI TRUMP E IL RISCHIO DI UNA GRAVISSIMA CRISI MONDIALE

AUTOGOL,CONTRADDIZIONI DI TRUMP E IL RISCHIO DI  UNA GRAVISSIMA CRISI MONDIALE

Trump e Biden, su un punto hanno sempre avuto una coincidenza di vedute:  il problema principale dell’America è mantenere il suo primato  di potenza mondiale egemone ed  evitare che la Cina prenda il sopravvento.

Se questo è l’obiettivo, quali sono i mezzi razionali per raggiungerlo?

Il più semplice e razionale  è quello che da sempre sostengo:creare un asse di ferro, politico, economico, tecnologico militare tra Usa ed  Unione europea mettendo insieme un’area geopolitica con circa 1 miliardo di popolazione in gran parte benestante accomunata da tradizioni di democrazia e di libertà. Una corazzata inaffondabile  da opporre alle pretese egemoniche della Cina e una risposta forte alla creazione di un fronte Pechino-centrico che ha nell’alleanza BRICS il suo m

perno.

La strada era già spianata: da  8 decenni Europa e Usa marciavano nella stessa direzione con vantaggi in gran parte proprio per gli Stati Uniti. Si trattava di unificare i mercati, creando campioni mondiali Usa-Ue nei settori della tecnologia, dell’energia, dei trasporti, della ricerca scientifica per competere da posizioni di forza con la potenza emergente cinese.

Trump ha deciso di fare esattamente il contrario. Il suo bersaglio preferito è l’Europa definita “scroccona”, umiliata con dazi spropositati, indebolita sul piano militare e ora addirittura sbeffeggiata da quella mandria di ignoranti che va da Vance a Musk a Hegseth  e che pretendono di darci lezioni di libertà, loro che sostengono partiti con nostalgie naziste e fasciste.

Così l’alleato numero 1, l’Europa, viene trattato come il nemico da abbattere, da spezzettare con l’illusione di creare 27 Paesi che vanno col cappello in mano ad elemosinare  favori  dagli Usa.

Non solo. Trump ha stravolto 80 anni di azione comune Usa-Europa nei confronti della Russia e ha scelto di allearsi con Mosca  non da posizioni di forza ma concedendo a Putin il vantaggio di poter imporre le sue richieste sull’Ucraina e dandogli di fatto il lasciapassare per ulteriori scorribande di conquista su Paesi europei. Se domani o dopodomani Putin decidesse di aggredire spezzoni di territorio in Estonia o Lettonia siamo sicuri che l’America interverrebbe nello spirito dell’articolo 5 della Nato? Io credo che questo non avverrebbe

La slealtà di Trump nei confronti dell’Europa ha il sapore amaro e maleodorante del tradimento. Prima che Putin scegliesse la vecchia linea aggressiva e imperialista russa, l’Europa avrebbe potuto stringere un patto con la Russia, creando un circuito virtuoso tra la potenza economica e tecnologica  dei Paesi dell’Ue  e  la fornitura di energia a buon mercato da parte di Mosca, allontanandosi così dagli Stati Uniti. L’Europa non ha tradito l’America quando poteva farlo. Trump invece non si è fatto scrupolo di dare una pugnalata nelle spalle al suo migliore alleato.

E che dire del comportamento di Trump con l’India? La più grande -numericamente- democrazia del mondo non vedeva l’ora di potersi  alleggerire sia del peso delle forniture militari che riceve da Mosca sia della vicinanza ingombrante della Cina con cui  condivide la casa comune dei BRICS. E che fa Trump? Alza i dazi al 50% proprio all’India costringendo Nuova Dehli a rafforzare i propri legami con Mosca e a sentirsi meno forte nei confronti della Cina.

Per restare in area BRICS, Trump ha rotto ogni rapporto con il Sudafrica , patria di Musk..,costringendo questo Paese a diventare sempre più succube della Cina in questa alleanza.

Ma Trump coltiva anche un’altra chimera: riprendere il controllo dell’America Latina.E cosa fa? Entra in rotta di collisione con il Messico e con il vero gigante economico di quell’ area, il Brasile, puntando tutte le sue carte sul Paese più instabile e indebitato del Sud America: l’Argentina.

Risultato di questa strategia contraddittoria e a tratti demenziale?

La Cina esce notevolmente rafforzata  e diventa il leader unico dei BRICS.  Infatti la Russia rimane alleata della Cina e non può staccarsi dal patto di amicizia perenne con Pechino; l’India si allontana dagli Usa e si indebolisce nei confronti della Cina, il Brasile diventa sempre di più la testa di ponte dell’economia e della strategia cinese nell’America latina, il Sudafrica fa altrettanto per quanto riguarda l’Africa subequatoriale e l’Europa è costretta a cercare forme di più stretta cooperazione con Xi Jinping . Un capolavoro di autolesionismo americano come questo era inimmaginabile. Se a tutto questo si dovesse aggiungere il via libera di fatto all’occupazione cinese di Taiwan-cosa non impossibile vista la mancanza di lucidità di Trump, il disastro sarebbe perfetto e anche il Giappone , la Corea del Sud ,il VietaNam  e le Filippine finirebbero per  sentire sempre di più il fiato sul collo del Dragone.

Questo scenario  prelude alla pace mondiale o alla Terza guerra mondiale ? La domanda è puramente  e tragicamente retorica.

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